Matteo Salvini, parlamentare europero nonchè capogruppo della Lega Nord al comune di Milano, è stato sorpreso ad intonare uno dei cori tipici dei militanti leghisti, che recita come segue: “Senti che puzza, scappano anche i cani. Sono arrivati i napoletani…Son colerosi e terremotati… Con il sapone non si sono mai lavati…”. La cantilena continua mentre tutti intorno brindano festosi. Per chi avesse breve memoria, Salvini è lo stesso che qualche tempo fa propose vagoni metro separati per gli extracomunitari, se per extracomunitari intendesse semplicemente non padani, non milanesi non è ancora chiaro.
Non è tanto l’ingiuria che stupisce, il coro da stadio o la goliardia razzista che da sempre caratterizza i militanti leghisti, quanto piuttosto il fatto che un parlamentare europeo non riesca minimamente a celare i propri barbari, bassi, meschini istinti, anche solo per mantenere un contegno di facciata. Questo video, che fortunatamente circola almeno su internet ma che molto probabilmente non vedremo al Tg1, da spazio a diverse riflessioni. Forse non avremo dovuto preoccuparci tanto delle veline candidate alle europee, degli indagati, dei condannati, forse avremmo dovuto semplicemente considerare il fatto che ci sono degli imbecilli, degli emeriti idioti, che siedono nel nostro parlamento, in questo caso addirittura a Bruxelles, che ci rappresentano, decidono per noi e, come se non bastasse, vengono strapagati con le nostre tasse. Un altro aspetto che viene naturale considerare è che l’ascesa politica di personaggi come Salvini si deve a nessun altro che a Silvio Berlusconi; è stato proprio il cavaliere a portare la Lega Nord al governo, è stato il cavaliere a conferire a tale gruppo di scalmanati razzisti e di basso profilo un potere che non avrebbero mai immagginato. La Lega Nord con le sue proposte politiche da apartheid, i suoi cori infami, le ronde e tutto quanto forse non è troppo noto, è uno dei tanti mali silenziosi inferti dall’era Berlusconi.
Il coro contro i napoletani non è cosa nuova, non sorprende, dato che è uso comune nel nostro paese canzonare chi è diverso, chi sta peggio, chi non ha i mezzi, chi non si muove all’interno dei nostri ridicoli schemi mentali. Il terrone puzza, è “marocchino”, mafioso, opportunista, non vuole lavorare, nuota in un mare di monnezza. Sono luoghi comuni che si sentono di frequente in giro ancora oggi, chissà, forse perchè è ripresa inesorabile la piaga della migrazione verso Nord dei giovani meridionali alla ricerca di  un’occupazione. Tuttavia, l’ignoranza in cui vagano molti “padani”, condannati dalla corsa al  denaro e al potere, li porta a non vedere che i deboli son loro, sono loro che mancano di capacità, professionalità, spessore politico e soprattutto umano. E viene spontaneo pensare, a questo punto, che gli extracomunitari non sono solo gli asiatici, gli africani, i rumeni, ma tutti quelli che hanno avuto la sfortuna di nascere da Roma in giù.
A parte le solite parole ingiuriose e quella monotona cantilena scandita tra una birra e l’altra, vi è un’offesa nuova, o semplicemente meno nota: “terremotati”. Non volendo considerare il fatto che forse non è nemmeno il periodo storico adatto per mettere in musica tali aggettivi, la parola “terremotato” non è offensiva, è semplicemente orripilante e chi l’associa al napoletano o al terrone in generale, come elemento di negatività, forse dovrebbe iniziare a pensare che il pianeta terra non fa distinzione tra Nord e Sud quando deve farci macabro dono di una calamità.
Naturalmente, anche in questa occasione, come per le meretrici di Berlusconi, si parlerà di vita privata, di momento goliardico, di sana allegria che tanto piace agli italiani; anzi, si griderà alla privacy, si proibirà l’interferenza nella vita privata di un insigne parlamentare e magari si punirà l’autore del video, perchè ognuno è libero di fare quel che vuole e ancora una volta la vergogna è di chi denuncia, di chi si indigna, non di chi disonora l’Italia.

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