Buon anno Italia, buon anno a questo paese marcio che perde acqua, barcolla, si sgretola e affonda ogni anno un poco. Buon anno alle nostre città sommerse dal mare e dai rifiuti, dalle piogge e dai terremoti; ai nostri monumenti storpiati dalla storia e dall’oblio, alle nostre terre avvelenate, vendute, confiscate e poi offerte in dono alle mafie. Buon anno ai democratici, a quelli stile USA, a quelli stile vecchio comunista pentito e romantico, ai partiti inventati, messi a centro, al lato, di fianco, di dietro; a quelli fatti fuori, a quelli che tramano, trattano con le mafie e strizzano l’occhio ai trafficanti, ai dittatori. Buon anno ai criminali, ai malfattori, ai ricchi pancioni, ai loro salvadanai sonanti; buon anno a Pomigliano e ai suoi operai licenziati, cassintegrati. Auguri al nostro Sud sempre più Africa, che continua ad arrangiarsi come può e soprattutto a vendersi come sa. Buon anno a Bersani, Franceschini, Veltroni e a tutti i manichini della nostra storia contemporanea, a tutti quelli pronti ad allearsi, scornarsi, insabbiarsi assieme alla verità e alla giustizia. Buon anno a Nichi Vendola, che comunque vada, come sia, comunque cerchino di tagliarti le gambe e affogarti il cuore, sei stato e sei quello più pulito, più integro che potesse capitarci quaggiù. Auguri a Silvio Berlusconi e non si offenda se non lo amiamo, anzi, non ne tolleriamo neanche la vista, se a lui e alle sue controfigure continueremo a non inchinarci come pure continueremo a non entusiasmarci alle sue promesse, ai suoi proclami, e non proveremo pietà di fronte alla sua miseria umana.  Auguri al duce di un sereno esilio in una galera lontana.

Buon anno alla giustizia, a quelli che la sostengono, a quelli che vanno avanti, che si indignano, che portano alla luce i segreti, i misfatti, i misteri. Buon anno alle mafie e alle loro fantastiche idee, ai loro accordi con la politica, con i poliziotti, con la gente dalla cravatta lucida e le mani grosse. Buon anno alla Palestina perché sarà un altro anno di sangue e sopraffazione e moriranno ancora bambini mentre noi staremo in silenzio. Ma buon anno soprattutto all’Iran e alla sua gente, a quella che manifesta e muore, a quelli che si chiudono in casa impauriti, all’Iran che ancora una volta vuole scegliere da sé e non si ferma davanti al sangue e alla violenza. Buon anno alla rete, a internet, che permette a loro e a noi di dire ancora qualcosa. Buon anno a chi crede di essere il migliore, di avere in pugno il mondo e la coscienza di qualcuno perché non sarà mai quella di tutti.

Tags: , , , , , , , ,

Lascia una Replica

Per aggiungere un commento bisogna essere registrati.