È morto Ted Kennedy, senatore democratico statunitense, ultimo pilastro di una famiglia che ha fatto la storia dell’America progressista, seppur tra drammi, insuccessi e tragedie personali. La sua morte commuove perchè prima di tutto con lui si spegne il simbolo di quella che è stata una grande battaglia contro la malattia, un grande impegno politico, una missione umana fino all’ultimo giorno. Democratico, progressista, sostenitore agguerrito dei diritti civili, a fianco degli omosessuali e degli emarginati, Ted Kennedy ha fatto della sua vita politica una fede, scendendo in campo anche da malato terminale per sostenere la candidatura di Barak Obama alla presidenza degli Stati Uniti. La sua morte rattrista e interessa come la sua stessa vita, sarà che per noi italiani commuoversi per le sorti di un uomo politico è cosa assai lontana nel tempo, un sentimento che si è spento all’epoca dei padri della patria, di coloro che combatterono il totalitarismo e scrissero la Costituzione. Da quel momento il vuoto, il vuoto politico e umano in casa nostra. Bisogna quindi ricordare i miti altrui, i valori altrui, le conquiste, i diritti, le aspirazioni e rimuovere, nel fratattempo, le nostre vergogne.
Bye Bye Ted

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