La maggioranza dei socialisti, oggigiorno, sono discepoli di Karl Marx e da lui hanno preso il convincimento che l’unica forza politica in grado di far trionfare il socialismo è il rancore del proletariato nei confronti di chi ha in suo potere i grandi mezzi di produzione. Per una inevitabile reazione, i non proletari hanno pensato, con poche eccezioni, che il socialismo fosse qualcosa cui bisognava opporsi; e quando sentono predicare la guerra di classe da coloro che si proclamano loro nemici, sono naturalmente indotti a cominciarla loro, la guerra, finché sono ancora al potere. Il fascismo è una ritorsione al comunismo, e una ritorsione formidabile. Finché il socialismo è predicato in termini marxisti, solleverà un antagonismo tanto potente che il suo successo, almeno nei paesi occidentali più sviluppati, diventa di giorno in giorno più improbabile. È chiaro che avrebbe suscitato l’opposizione delle classi ricche in ogni caso, ma sarebbe stata una opposizione meno violenta e meno diffusa. Leggi tutto »

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La storia dell’Inquisizione e dell’antisemitismo sistematico non lascia dubbi sul fatto che i capri espiatori ufficiali della società non sono perseguitati per aver commesso azioni proibite, o perché possano commetterne, ma perché sono considerati «nemici interni».
Distruggere i nemici interni è un dovere patriottico ed un’azione moralmente meritoria, proprio come lo è il difendersi dai nemici esterni e il distruggerli. Leggi tutto »

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Il grande sentiero non ha porte,
migliaia di strade vi sboccano.
Quando si attraversa quella porta senza porta,
si cammina liberamente tra cielo e terra.

Yamada Mumon

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Non trovo un perché, eppure potrei sceglierne tanti.
Uno per ogni momento diverso, a seconda dell’occasione.
Ma non voglio questo, capire soltanto non basta,
nemmeno farsi capire basta.
Chi vuoi che possa avvicinarsi così tanto alla tua vita,
tanto da non sentirti più solo.
Sembra quasi una preghiera questo continuo sognare.

Mario Ruggiero

L’universalità non è nemica della differenza; non esige omogeneità culturale, né ha bisogno di purezza culturale, e in particolare del genere di pratiche cui si riferisce quel termine ideologico. La ricerca dell’universalità non comporta il soffocamento della polivalenza culturale o l’uso di strumenti di pressione per arrivare al consenso culturale.
L’universalità non è che la capacità, comune a tutte le specie, di comunicare e comprendersi reciprocamente, nel senso, ripeto, del sapere come procedere, ma anche del sapere come procedere in presenza di altri che possono procedere – che hanno il diritto di procedere – in modo diverso.
L’universalità, in quanto supera i confini delle comunità sovrane o apparentemente sovrane, è la “conditio sine qua non” di una repubblica che supera i confini degli stati sovrani o apparentemente sovrani; e la repubblica che fa questo è l’unica alternativa alle forze cieche, primitive, erratiche, incontrollate, divisive e polarizzanti della globalizzazione.

Zygmunt Bauman
da «La solitudine del cittadino globale»Feltrinelli

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Quando odiamo un uomo, odiamo nella sua immagine qualche cosa che sta dentro di noi. Ciò che non è in noi non ci mette in agitazione.

Hermann Hesse
da «Demian»

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Chi ha giuste intuizioni in mezzo a cervelli confusi si trova come uno che abbia un orologio che funziona in una città dove tutti i campanili hanno orologi che vanno male. Lui solo conosce l’ora esatta, ma a che gli giova?
Tutti si regolano secondo gli orologi della città che indicano l’ora sbagliata, persino chi è al corrente che solo il suo orologio segna l’ora giusta.

Arthur Schopenhauer

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Come nel giorno che ti ha dato al mondo
stava il sole al saluto dei pianeti,
hai cominciato e continuato a crescere
in conformità alla legge che vigeva al tuo ingresso.
Così devi essere, non puoi sfuggire a te stesso.
Così hanno sentenziato le sibille e i profeti.
Nessun tempo e nessuna potenza può spezzare
la forma impressa che, vivendo, si sviluppa.

Johann Wolfgang von Goethe

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