A dire brevemente che cosa siano in sé il bene e il male, noi dobbiamo così cominciare.
Vi sono cose che esistono nel nostro intelletto senza esistere egualmente nella natura: per conseguenza, sono solo il prodotto del nostro pensiero e non ci servono che a concepire le cose distintamente: per esempio, le relazioni che abbiamo tra diverse cose e che noi chiamiamo enti di ragione. Si domanda, dunque, se il bene e il male debbano essere annoverati tra gli enti di ragione o fra gli enti reali. Ma, siccome bene e male sono solamente una relazione, è fuori dubbio che essi devono essere considerati come esseri di ragione; poiché nulla è chiamato bene se non in rapporto a qualche altra cosa: così non si dice che un uomo è cattivo se non in relazione a un altro che è migliore, o che una mela è cattiva se non in rapporto a un’altra che è buona o migliore. Ora, sarebbe impossibile esprimersi così, se il bene o il meglio non fossero ciò ne cui rispetti questa cosa è stata chiamata cattiva. Di modo che quando indichiamo qualche cosa con il nome di buono, noi non intendiamo per buono che ciò che è d’accordo con l’idea generale che noi di questa cosa abbiamo; e, intanto, come già abbiamo detto, ciascuna cosa non deve essere conforme che alla sua particolare idea, la cui essenza deve essere un essere reale, e non con l’idea generale, poiché tali idee non possono in alcun modo esistere.
Per confermare ciò che abbiamo ora detto, sebbene la cosa sia stata chiara per sé stessa, aggiungeremo i seguenti argomenti:
Tutto ciò che sta nella natura si può aggruppare in due classi: cose e azioni.
Ora il bene e il male non sono né cose né azioni. Dunque il bene e il male non sono nella natura.
Se il bene e il male fossero cose o azioni, dovrebbero avere la loro definizione. Ma il bene e il male, per esempio, la bontà di Pietro e la malvagità di Giuda, non hanno definizioni al di fuori dell’essenza di Pietro e di Giuda, poichè quelle sole esistono nella natura; non possono essere definite al di fuori della loro essenza.
Donde segue che il bene e il male non sono cose o azioni esistenti nella natura.

Spinoza
da «Breve trattato su Dio, l’uomo e la sua felicità»

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