Non potremmo mai essere con Ahmadinejad perchè è un tiranno, perchè opprime il suo popolo, reprime la cultura, la libertà.
Non potremmo mai essere con Ahmadinejad perchè il suo regime condanna al carcere i blogger, i giornalisti, gli omosessuali, perchè questo stesso regime condanna anche a morte.
Non appoggeremmo mai Ahamadinejad e le sue idee perchè siamo per il disarmo e per l’energia pulita, ma soprattutto perchè detestiamo la propaganda, in particolar modo quando i deboli vengono strumentalizzati e si rievocano aberranti slogan del passato. Mai con Ahmadinejad, è chiaro. Ma bisogna anche distinguere, essere critici e non seguire le tendenze della politica internazionale. Conferenza ONU sul razzismo, Ginevra, 20 Aprile 2009, Ahmadinejad definisce Israele un paese razzista e critica l’ONU per non aver preso una posizione netta in merito all’ultimo micidiale intervento di Israele a Gaza. Molti, quasi tutti lasciano la sala in fila indiana, tanti altri non erano neppure presenti. Illustri assenti direi. Gli USA, l’Italia, la Germania forse non ritenevano fosse importante prendere posizioni nette nei confronti del razzismo e soprattuto dello sterminio legalizzato. Le televisioni e i giornali di tutto il mondo hanno fatto sentire e rivedere fino alla nausea il discorso di Ahmadinejad e la pantomima dei presenti, mettendo in atto a pieno il piano sottile del dittatore, concedergli un enorme pubblicità dentro e fuori il suo paese, creare il personaggio del male, quello con il quale non si può discutere, quello da spodestare prima o poi per una nuova guerra di liberazione, per portare anche in Iran la democrazia con tante belle bombe al fosforo! In realtà, in quest’occasione Ahmadinejad non ha detto assolutamente nulla di nuovo e soprattutto nulla di sbagliato e di terribile. E’vero, dopo il 1945, sulla spinta dell’Europa e degli USA è stato fondato lo Stato d’Israele e un popolo, quello palestinese, è stato a poco a poco annientato. Oggi, dopo decenni, Israele persevera nella sua politica aggressiva e razzista, basti pensare alle magliette macabre indossate dai soldati e dai giovani israeliani dopo l’ultimo attacco a Gaza. Ahmadinejad ha solo ribadito quello che tutti sanno, compresi i garantisti, gli amici di Israele, gli ebrei, i musulmani, tutti. Ma per i media, per la politica il suo intervento è stato fondamentale perchè ha permesso di spostare radicalmente l’attenzione dal nocciolo della questione:il razzismo e i diritti umani.

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