A volte sembra di aver già detto tutto, di aver assistito a tutto, di aver sentito troppo, e quindi si sceglie di tacere, di alienarsi o magari distrarsi, perché l’indignazione e la rabbia sono sentimenti che logorano, soprattutto quando li condividi con pochi, quando gli altri sembrano ciechi, quando la barca va e tutti la lasciano andare. Ma nulla è eterno, nemmeno il potere, nemmeno le menzogne, c’è sempre qualcuno pronto a smascherare ciò che sembra perfetto, ciò che si propone inattaccabile. Purtroppo, il nostro non è un paese europeo, non è una brillante democrazia occidentale e, quindi, le notizie vere hanno canali diversi dalle notizie generiche, canali privilegiati ai quali non tutti riescono ad accedere. Il nostro Silvio Berlusconi è coinvolto in un giro di malaffare, si parla di induzione alla prostituzione, traffico di stupefacenti e i Tg tacciono, a parte Rai 3 e Sky, non danno alcuna notizia in proposito. Sul web circolano foto che ritraggono belle ragazze a palazzo Grazioli, alle porte di Villa Certosa ma in televisione non abbiamo visto nulla, né abbiamo sentito parlare delle loro dichiarazioni, nonostante sul caso ci sia un’inchiesta. A questo punto Sandro Bondi afferma che “Repubblica è un pericolo per la democrazia”. A parte le opinioni personali sul soggetto che, dall’alto della sua esperienza trasformista e liberale, esprime il suo punto di vista su una delle maggiori testate giornalistiche d’ Italia, questa frase lascia spazio a diverse riflessioni. Prima fra tutte: che cosa intende Bondi per “democrazia”? Intende forse essere liberi di circondarsi di donne disponibili e magari scegliere la migliore candidata per una notte di Viagra o per una tornata elettorale? Partecipando magari a un Family Day, perché farsi benedire dal Papa conta sempre tanto agli occhi dei cattolici perbenisti. Repubblica è un giornale di parte, è evidente, è un giornale capace di dedicare decine di prime pagine all’affair Berlusconi-Noemi e a tutte le polemiche che riguardano il Presidente del Consiglio. Cosa dire? Dato che l’informazione televisiva, quella di massa, è inconfutabilmente deviata, succede che l’informazione libera, quel poco che di essa rimane, cada in qualche eccesso pur di far passare la verità, pur di diffonderla il più possibile. Del resto anche i giornali stranieri da mesi dedicano editoriali e prime pagine agli scandali presidenziali, del nostro presidente intendo. “E’ giunta l’ora per Silvio Berlusconi?” Si chiedeva El Mundo, giornale spagnolo di centro-destra, mentre El Pais definisce la vicenda come “La rivolta delle veline”.Ne avete sentito parlare al Tg1 o al Tg2? Naturalmente non ve ne è traccia sulle reti Mediaset, ma quelle appartengono al Cavaliere, è noto, come del resto anche la Rai, come del resto anche le nostre opinioni, i nostri pensieri, il nostro senso del bene e del male, del porco e dell’angelo. Un anno fa furono in molti a scandalizzarsi e a prendere le distanze quando Sabina Guzzanti, dalla manifestazione in Piazza Navona, lanciò pesanti accuse a Berlusconi per via del suo atteggiamento nei confronti del sesso femminile. Coloro che criticarono aspramente la Guzzanti per le sue affermazioni, sono le stesse persone che oggi fanno opposizione cavalcando le medesime vicende: veline, candidature discutibili, sesso a pagamento, non rendendosi conto che non vi è assolutamente nulla di nuovo. Non abbiamo scoperto oggi che laddove vi è un potere senza uguali vi è corruzione, malaffare e sesso a pagamento. Quello che oggi è molto più evidente di quanto non lo fosse in passato è la disinformazione, anzi la non-informazione, il silenzio, l’oblio della verità, la menzogna eterna a cui la maggioranza degli italiani sono condannati. E va bene cosi’, va bene. Berlusconi è lo specchio dell’Italia, lo specchio di un paese che basa la sua economia, i suoi rapporti sociali e personali sulle mafie, sulla droga, sullo sfruttamento del lavoro e delle donne. Un paese il cui sistema politico si basa su leggi antigalera per il politico come per il figlio del dottore, un paese che se non si ostinasse a seguire un modello di sviluppo americano per moda più che per indole, sarebbe né più né meno che una moderna dittatura africana.

Tags: , , , , ,

Lascia una Replica

Per aggiungere un commento bisogna essere registrati.