de-andrePerché scrivo? Per paura. Per paura che si perda il ricordo della vita delle persone di cui scrivo. Per paura che si perda il ricordo di me. O anche solo per essere protetto da una storia, per scivolare in una storia e non essere più riconoscibile, controllabile, ricattabile.

In questi ultimi tempi ho ripreso a studiare la chitarra. Mi ci sono dedicato praticamente tutti i giorni. Certo, non riprenderò più la mano che avevo a ventidue anni, però non la voglio mollare più, anche perché in fin dei conti è una buona compagna, forse una delle più fedeli. Se la molli un attimo ti fa subito i musi e ti manda a fare in culo, così sei costretto a dei recuperi umilianti, molto più umilianti di quanto si debba fare con le donne.

Io credo che il giorno in cui avrò paura della morte, e vorrà dire che ci comincio a pensare, sarà perché sono diventato finalmente adulto e allora questo significherà che sono prossimo a morire.

Ho più della mia età, ho avuto tempi di invecchiamento più corti della media, forse perché non ho mai rifiutato nessun tipo di esperienza.

Ho sempre impostato la mia vita in modo da morire con trecentomila rimorsi e nemmeno un rimpianto.

Fabrizio de Andrè
Archivio Fondazione De Andrè

Tags: , , ,

One Response to “Fabrizio De André, nemmeno un rimpianto…”

  1. gianluca dice:
    sabato 10 gennaio 2009 at 16:29

    E come non dire di un grande poeta che ha amato la vita, di non poterla vivere !
    Un grande uomo si ricorda sempre non per quello che è stato ma per la sua grandezza d’animo !
    Grande uomo Fabrizio, grazie di averci dato tanto.

Lascia una Replica

Per aggiungere un commento bisogna essere registrati.