Si sente parlare di tante cose in questi giorni, di dolore e di soldi, di solidarietà, polemiche, di morte, di sciacalli. L’informazione si accanisce, si moltiplica, esalta, omette. Ho visto Bruno Vespa mandare le giovani giornaliste fin sotto le macerie, accanto alle barelle, inseguire i soccorritori e i soccorsi, intervistare un padre disperato, un padre senza più una casa e senza più un figlio. Ho sentito Bruno Vespa parlare della sua telefonata con la regina del Belgio, dell’importanza di ricostruire quanto prima chiese e opere d’arte, dell’impegno a questo proposito del Monte Paschi di Siena. Ancora, le spoglie di Celestino V sepolte dalle macerie. E poi, come da copione, la sfilata di ministri, il re con il casco da pompiere, il principe ballerino e consorte, il parlamentare all’opposizione che non si porta dietro le telecamere per non farsi pubblicità ma in serata fa una bella conferenza stampa…Mentre re Silvio, ancora lui, chiede denaro e non aiuti alimentari, non coperte, e intanto studia una soluzione economica al disastro, rifiuta gli aiuti dai paesi stranieri, poi qualcuno lo fa riflettere e finalmente accetta. Ma i soldi non bastano, del resto non bastano mai in quest’Italia di licenziati, cassintegrati, precari e ora anche terremotati, e si parla di aumentare l’Irpef, di una tantum (che vorrà mai dire?), di sospendere i mutui, di anticipare le pensioni. Intanto Madonna, la rock star, offre cinquecentomila dollari, le squadre di calcio devolvono gli incassi delle partite, anche il volley fa la sua parte…ma il re cosa donerà? Si offrirà forse di ospitare qualche famiglia di sfollati in una delle sue ville, magari in una di quelle che non può godere perchè è troppo preso dal suo schifoso lavoro? Rinuncerà forse a qualche sua mensilità, a qualche ricavato delle sue azioni sparse per il mondo? Chissà. Si sente parlare anche di audience, ci si congratula tra redattori per le percentuali di share, per come si gestiscono le notizie, per la capacità di andare a fondo, di dire e non dire, soprattutto di non dire. Non dire che non si hanno tracce della certificazione di sicurezza della casa dello studente distrutta dal sisma, che l’ospedale crollato a L’Aquila non ha mai risposto alle richieste di collaudo da parte della Asl, che la ditta appaltatrice dello stesso ospedale si chiama Impregilo. Impregilo si, la ditta amica del re, la stessa del ponte sullo stretto, la stessa della Salerno-Reggio Calabria, la stessa dei rifiuti campani…E non si dice nemmeno che il gas Radon, quello che secondo il tecnico Giuliani gli avrebbe permesso di prevedere il sisma, non è l’invenzione di un visionario ma viene studiato da diverse università italiane, il problema è che non ci sono abbastanza fondi per portare avanti la ricerca. Non si dice che le scosse si susseguivano dal mese di Dicembre in Abruzzo e che, quindi, una controllatina almeno agli edifici pubblici, a quelli a rischio forse bisognava darla o addirittura evacuarli. Non si dice che nel giro di pochi mesi a Trento sorgerà una casa dello sudente di ben cinque piani costruita con una tecnologia antisismica a basso costo ( il 10% in più di una normale abitazione) capace di resistere al più potente dei terremoti ed è una struttura italiana, concepita e realizzata da menti italiane. Ancora non si dice che da mesi sono stati denunciati fenomeni di infiltrazione camorristica in Abruzzo, soprattutto nel settore dell’edilizia e che molti esponenti del clan dei casalesi hanno trovato rifugio proprio in queste zone. Tutte queste cose e molte altre di una certa importanza non si dicono oppure si dicono in fretta, a tarda ora, in una trasmissione o un tg con poco seguito, informazione di nicchia, insomma, informazione che non disturba il re e i suoi cortigiani che intanto, muniti di casco e calcolatrici mostrano alle telecamere le loro facce più contrite.

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