Chissà cosa avrà risposto il leader cinese Hu Jintao al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, quando, ricevendolo al Quirinale ha sollevato la questione dei diritti umani in Cina, proprio oggi che la manifestazione di centinaia di musulmani cinesi viene repressa nel sangue. Nel frattempo il segretario della Cei, monsignor Mariano Crociata dice: “Assistiamo ad un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo e allo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la parola lussuria salvo poi, alla prima occasione, servirsi del richiamo alla moralità, prima tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi, di tipo politico, economico…”
A chi mai si starà riferendo il monsignor Crociata? Perchè in questo paese ci si limita solo a sollevare questioni, fare riferimenti puramente casuali e mai a prendere posizioni, a prendere distanze nette, mai nessuno che condanni chiaramente, che osi fare nomi e cognomi, che dica no in modo esplicito?! Intanto papa Ratzinger tace, non si permette di proferir parola sull’argomento libertinaggio, forse per paura che qualcuno potrebbe decidere di tagliare i lauti fondi alle scuole cattoliche o di far pagare l’Ici a prelati e affini. Meglio tacere e far finta di niente, magari continuando a dire agli africani malati di Aids che è peccato usare i preservativi.
E intanto tra polemiche soffocate, casi giudiziari che aspettano il momento opportuno per venir fuori, scenari boccacceschi che fanno tanto bella l’Italia, si attende l’evento politico dell’anno: il G8 a L’Aquila. La terra in Abruzzo continua a tremare, anzi, in questi giorni sembra che il pianeta terra sia ansioso di sprigionare energia e le scosse si intensificano. I grandi del mondo stanno per arrivare con rispettive consorti e si prepara già un grande piano di evacuazione per metterli al sicuro in caso di scosse superiori al quarto grado. Che grande idea, l’avessero avuta due mesi fa, oggi magari i ragazzi della casa dello studente sarebbero ancora vivi. Ma si sa che il nostro è il paese della tragedia da esibire agli americani, in particolare, il paese del buonismo e della rassegnazione, mentre le magagne dell’italiano medio si celano ben bene sotto le macerie di un ennesimo crollo. I giornali stranieri, man mano che l’evento si avvicina, non danno tregua a Silvio Berlusconi, forse perchè sono gli unici che non riesce a controllare, gli unici che non hanno niente da perdere o da guadagnare o forse solo gli unici che ancora si stupiscono per il nostro immobilismo. Il G8 a L’Aquila forse non sarà stata una grande idea, ma sarà indicativo di molte cose. Ci sono molte avvisaglie del fatto che non sarà un incontro come tanti tra i grandi della terra, a cominciare dalle conferenze stampa che saranno tenute dal nostro Premier, dato che di fronte al giornalismo libero, quello straniero in questo caso, Berlusconi perde facilmente le staffe. La gente, il caso, la terra, la nostra capacità di capire o non capire farà il resto. Stiamo a guardare.

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