Se tu cominci a non giustificarli e ti senti fortemente offeso dal trattamento violento come quello del sequestro di persona ne esci ridotto male. Allora è il tuo cervello che seleziona e cerca addirittura di trovare degli «alibi».
Perché se trovi degli alibi a quello che ti tratta male e dici «in fin dei conti me lo sono meritato», ne esci pulito da un punto di vista psicologico. Invece se la consideri una offesa grave, come in effetti la maggior parte delle persone sequestrate – perché tutti lo considerano immeritato ed è immeritato, come si fa a prendere una persona e a privarla della libertà -, dicevo, se lo consideri una offesa grave, ne esci sconvolto. Si vede che io ho un cervello che si adatta alla mia necessità di vivere tranquillo e fiducioso in me stesso, senza perdere l’autostima, senza andare in depressione. C’è un’altra «tecnica» per liberarsi dell’incubo di una cosa del genere, ed è quella di usare gli stessi mezzi che hanno usato loro, però devi essere un delinquente.
Cioè devi aspettarli fuori dalla galera, se li hanno acciuffati, come nel mio caso li hanno presi tutti e undici, e sparargli uno dopo l’altro.
Ma sinceramente…

Fabrizio De Andrè
original source «Luigi VivaVita di Fabrizio De Andrè – Feltrinelli Editore»

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