Forse oggi bisognerebbe solo tacere e stare a guardare la natura e la sua potenza distruttrice, l’uomo e la sua piccolezza, la sua miseria, il suo essere tutto eppure niente su questo pianeta, su questo suolo, su quest’energia che si ribella al nostro controllo. Sono in effetti davvero poche le cose da dire e non è proprio il caso di fare polemiche, anche se l’Italia ne sa fare tante e in qualsiasi momento. I terremoti non si possono prevedere, non credo proprio, ma di certo si può essere un pò più preparati ad affrontare simile tragedie, a prevenire tante, troppe vittime. Le nostre case non reggono una forza tanto devastante e questo è chiaro, i nostri centri storici, molti dei quali abitati per lo più da studenti, si reggono in piedi a malapena. Non mi riferisco agli edifici del Settecento, probabilmente quelli non verrebbero giù tanto facilmente, quanto a quelli costruiti negli anni cinquanta, sessanta, senza alcun criterio antisismico, con le condutture del gas rigorosamente non a norma, lo stesso dicasi per gli impianti elettrici. Si tratta di palazzi alti fino a dieci, quindici piani, senza uscite d’emergenza, senza scale anti incendio, sui quali molto spesso vanno ad aggiungersi altri piani abusivi. Del resto, non credo che le nuove norme sull’edilizia che prevedono la possibilità di poter allargare la propria abitazione del venti per cento, in maniera indiscriminata, metteranno al sicuro il nostro paese da altre catastrofi di questo tipo. Dovremmo sentirci tutti un pò più piccoli oggi, più umili nei confronti di ciò che non riusciamo a controllare e dovremmo cercare di imparare qualcosa anche questa volta, magari in maniera definitiva. Il terremoto, chiamiamolo per nome, è qualcosa con cui il nostro paese dovrebbe imparare a convivere come avviene in altre parti del mondo, convivere con esso per saperne controllare gli effetti. Oggi il terremoto ci ha scossi, ma domani avremo già dimenticato e continueremo a far finta di niente per poi risvegliarci solo al prossimo immane dolore, un dolore ingiusto e gratuito.

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