Parlare di Silvio Berlusconi è noioso, ridondante, deprimente, quindi a volte è giusto sospendere qualsiasi commento, è giusto anche sospendere il minimo di impegno civile che questa società consente e tacere, far finta di niente. Meglio pensare a come salvarsi la vita, il lavoro per chi ce l’ha e ignorare il fatto che questo paese, l’Italia, stia felicemente marcendo. Poi un bel giorno si sente che qualcuno dice che Berlusconi è il mandante delle stragi mafiose che hanno insanguinato l’Italia. Io non mi stupisco, non mi indigno, non più, mi chiedo solo: in quale losco affare, losco mistero del nostro paese non è coinvolto Silvio Berlusconi? Come mai, nonostante i sospetti, le accuse, i processi deviati, è ancora lì dove si trova a manovrare le nostre vite per mezzo delle leggi per sé necessarie? Questo forse è l’unico mistero d’Italia. Tuttavia, le cose non gli vanno più bene come un tempo o forse ha semplicemente tirato troppo la corda, forse ha dimenticato di accontentare qualcuno, forse i suoi messaggi in codice alla Piovra non sono stati ben recepiti, forse non bastano più. Nel frattempo, Berlusconi trascorre il suo prezioso tempo a incontrare l’ultimo dittatore europeo Aleksandr Lukašenko, padrone della Bielorussia, paese in cui quotidianamente vengono violati diritti umani e democratici. Impresentabile tra gli impresentabili. Sauditi, libici, nostalgici dell’Unione Sovietica sono i suoi migliori amici, contro tutti i paradossi e contro ogni logica del suo popolo della libertà. Del resto, è troppo tardi per frenare il meccanismo bestiale che la sua politica ha innescato ben prima che politico ci diventasse. Già, il cavaliere era dietro le quinte a lavorare per la decadenza del nostro paese e per il proprio arricchimento personale molto tempo prima di arrivare in Parlamento. Intanto, il Tg1 lancia un servizio speciale sul calendario di Natale, su quanto era bello averlo in casa, su quanto sono simpatici i negozi pieni di calendari rossi con le finestrelle. Ma che cazzo è un calendario di Natale? E, soprattutto, Minzolini crede sia utile per l’Italiano non medio, ma mediocre, conoscere i particolari degli addobbi natalizi invece di capire perché mai Berlusconi fa tanti auguri al governo più infame d’Europa? Ecco, il Tg1 è il prodotto ultimo del Berlusconismo, della cultura del niente imperante, cento volte peggio del Grande Fratello; questa è la cultura che non se ne andrà con Berlusconi perché è quella che ci piace, quella che gli ha permesso di essere lì dove si trova a prendersi gioco del nostro, del vostro consenso. Teniamocelo quindi, il grande Silvio, come ci siamo tenuti Mussolini, come ci teniamo strette le mafie e strizziamo l’occhio al malaffare e ai puttanieri e continuiamo a condannare le puttane.

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