Non vi stupite, non vi affrettate a capire, continuate pure a seguire Vespa e il suo mare di sangue, i suoi omicidi e le sue madri assassine e coraggio, seguite con ansia la terra che continua a tremare, la conta delle vittime, la costernazione e la pietà. Non distraetevi, non cambiate canale e non accennate un amaro sorriso, non lasciatevi andare a una battuta critica, mandate al rogo la satira perchè la satira fa non fa ridere, fa pensare, fa indignare e non si può. Oscurate l’artista, il disegnatore blasfemo, cacciatelo via, che sia lontano dalla vostra fragile sendibilità, dal vostro elevato senso del pudore. Voi amici di Vespa contriti e puliti, voi amici di Emilio Fede distinti e rassegnati, voi compari di Berlusconi impettiti ed eccitati, mettete al rogo ciò che vi pizzica, vi fa solletico, ciò che non tollerate, mettete al rogo la penna e la voce, mettete al rogo ciò che può creare pensiero, come i disegni di Vauro, ed esaltate lacrime, sesso e sangue. Anche questo è fascismo, anzi questo è soprattutto fascismo. Il duce partecipa commosso al dolore del suo popolo, quel dolore che non è colpa sua, non è colpa di nessuno ma solo del destino crudele, perchè le case è il destino a costruirle, il destino fa i condoni, il destino mischia il cemento con la sabbia di mare. Il duce si commuove a sua volta, promette sincero e intanto punta l’indice, detta gli ordini, ripulisce, fa spazio intorno a lui. Del resto, proprio ora che è all’apice della sua potenza mediatica, come potrebbe permettere che qualcuno insinui il dubbio nelle coscienze degli italiani? Tappata la bocca ai giullari e ai saltinbanchi della tv comunista non resta nient’altro da fare dato che all’opposizine non vi è niente, se non qualche faccia scura e intollerante anche di se stessa. Ecco, questa è la deriva fascista.

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