I capi del Concilio Ecclesiastico rendono così noto che, già ben certi delle errate opinioni e malvagie azioni di Baruch de Espinoza, si sono sforzati in parecchie guise e con varie offerte di farlo desistere dalla sua colpevole condotta. Ma non essendo riusciti a ricondurre i suoi pensieri su una via migliore, ed avendo, anzi, ogni giorno acquistata maggior certezza delle orribili eresie da lui ammesse e confessate, e dell’insolenza con cui queste eresie sono da lui proclamate e divulgate, e poiché molte persone degne di fiducia sono state di ciò testimoni in presenza di detto Espinoza, egli è stato ritenuto completamente reo di tali eresie. Essendosi perciò fatto un esame di tutta la materia davanti ai Capi del Concilio Ecclesiastico, è stato deciso, con l’assenso dei Consiglieri, di pronunciare un anatema contro il suddetto Spinoza e di espellerlo dal popolo ebraico e di scomunicarlo da questo momento, con la seguente maledizione:
Col giudizio degli angeli e la sentenza de’ santi, noi dichiariamo Baruch de Espinoza scomunicato, esecrato, maledetto ed espulso, con l’assenso di tutta la sacra comunità, al cospetto dei sacri libri, nei quali sono scritti i seicento e trenta precetti, pronunciando contro di lui la maledizione con cui Eliseo colpì i fanciulli e tutte le maledizioni scritte nel Libro della Legge. Sia maledetto di giorno e maledetto di notte; sia egli maledetto quando si corica, e maledetto quando si alza; maledetto nell’uscire e maledetto nell’entrare. Possa il Signore mai più perdonarlo, né riconoscerlo; possano l’ira e la collera del Signore ardere, d’ora innanzi, quest’uomo, far pesare su di lui tutte le maledizioni scritte nel Libro della Legge, e cancellare il suo nome dal cielo; possa il Signore separarlo, per la sua malvagità, da tutte le tribù d’Israele, opprimerlo con tutte le maledizioni del cielo contenute nel Libro della Legge; e possiate tutti voi, che siete obbedienti al Signore Iddio nostro, esser salvi fin d’ora.
Siete tutti ammoniti che d’ora innanzi nessuno deve parlare con lui a voce, né comunicare con lui per iscritto; che nessuno deve prestargli servizio, né dimorare sotto lo stesso suo tetto, nessuno avvicinarsi a lui oltre i quattro cubiti, e nessuno leggere alcunché dettato da lui o scritto di suo pugno.

da Will Durant – «Gli eroi del pensiero»

Tags: ,

Lascia una Replica

Per aggiungere un commento bisogna essere registrati.