E’ gay, disabile, ha qualcosa di diverso e viene aggredito, ingiuriato, preso a calci nel centro di una di quelle città del nord tanto per bene, tanto pulite, tanto normali. E’mulatto, nero, chiamatelo come vi pare e viene preso a cinghiate nel centro di una città sporca e disordinata del disordinato sud. Non c’è niente di tanto stupefacente, è solo l’attuazione di quanto viene proclamato dai Tg, dai preti, dai papi, dalle canzoni, da quelli che deridono, da quelli che non capiscono, non solo la diversità altrui, ma nemmeno la propria. La paura fa ridere, fa deridere, fa condannare e picchiare, ma non è paura del male o della violenza, è paura di noi stessi. Chi prende a calci ma anche chi semplicemente deride un gay, un nero, o qualsiasi altra persona con una particolarità nel corpo e nello spirito, è il primo ad avere forti problemi di indentità, forti paure di essere egli stesso un diverso! E se si continua a proclamare che Luca era gay e che è poi miracolasamente guarito da questa crudele malattia, non si farà altro che giustificare il senso di diversità e piantare semi di intolleranza. Quindi, no, fermi tutti Luca è gay, nero, disabile e non guarirà!

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