“Era un uomo straordinario e di grande cultura, alla Montanelli. Non fu un dittatore spietato come Stalin.” A parlare è Marcello Dell’Utri, intervistato da Claus David. Si, è proprio lui, senatore della Repubblica, eletto nelle file del Pdl, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e condannato in Cassazione per frode fiscale. Non ci stupisce affatto un’affermazione di questo tipo come il resto delle sue parole volte a rivalutare una figura storica che torna sempre più spesso e prepotentemente alla ribalta sotto una veste del tutto nuova. Quello che è sorprendente è come, dopo appena pochi decenni dalla sua esistenza e dalla sua dittatura, Mussolini venga rivestito di aggettivi del tutto nuovi, non si tratta di essere fascisti o non fascisti, Mussolini oggi è diventato un uomo straordinario, colto, Mussolini come Montanelli, Mussolini clemente contro gli ebrei. Pur non volendo tener conto della terribile questione delle leggi razziali e della loro attuazione, cosa inconfutabile e macchia indelebile del regime fascista, non si può ignorare anche tutto ciò che venne prima dell’alleanza con Hitler. Si ignora del tutto l’autoritarismo, il maschilismo, la censura, l’atteggiamento malato nei confronti del sesso, delle donne, dei deboli, dei dissidenti. Qualche elemento in questo quadro dovrebbe pur risultarci familiare… Ma non vogliamo dare troppo peso alle parole di Dell’Utri come a quelle di Storace che, intervistato dall’Annunziata, ha dichiarato di non riuscire proprio a dichiararsi antifascista. Le parole non sono altro che lo specchio di chi le pronuncia, e per questo congediamo Dell’Utri e i suoi stallieri come segue:
“Mussolini ha scritto anche poesie,
i poeti che strane creature,
ogni volta che parlano è una truffa.”
Fabrizio De Andrè

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