neda

A chi dice che quello che sta accadendo in Iran è frutto di una manovra dell’Occidente, a chi liquida con superficialità la rivolta dei giovani e dei sostenitori di Moussavi, a chi è convinto che i moti del popolo siano sempre deviati e influenzati da manovre superiori, che le masse non abbiano volontà, desideri, aspirazioni e uno spiccato senso della giustizia e della democrazia;

a chi valuta il valore della vita umana a secondo della nazionalità, del colore della pelle, della lingua e della religione e che crede che la morte di un israeliano, di un palestinese, di un americano abbia più rilevanza di quella di una giovane ragazza iraniana che scende in piazza pacificamente per reclamare i suoi diritti di donna e di cittadina, a tutte queste persone che vivono in una realtà di demistificazione, luoghi comuni e convinzioni di comodo, auguro sinceramente di guardare in silenzio a quello che non li sconvolge.

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