berlu3Mentre il duce passava il fine settimana a farsi acclamare, lucidare le tempie di plastica e le scarpe d’oro, mentre i suoi colonnelli si commuovevano al dolce sapore di rigurgiti fascisti, mentre le sue barbie si atteggiavano, si destreggiavano, ondeggiavano e i piccoli balilla declamavano fiduciosi una cultura trasversale…giovani madri, bambini, uomini disperati mettevano tutti i loro risparmi nelle mani sporche di qualcuno. Mentre i tg inquadravano il duce da tutti i lati, attenti a non far vedere il trucco pesante e dedicavano alla sua acclamazione un’intera edizione, una, due, tre e poi un’altra ancora, e poi un approfondimento e un dibattito che non può mancare, magari con la valletta opinionista e domani ministro…le onde iniziavano a diventare morte. E mentre barbie rossa sorrideva e gettava indietro i lunghi capelli, mentre barbie mora strizzava l’occhio ai colonnelli in prima fila e il piccolo balilla applaudiva al duce, mentre un braccio destro si levava alto e dritto tra la folla, il vento caldo, quello del Sud, diventava sempre più forte e il mare si alzava…si alzava fin sopra le teste delle giovani madri, dei bambini, degli uomini disperati. Mentre il colonnello africano, dalla sua tenda di dubbio gusto, si complimentava con il duce vittorioso, mentre l’opposizione annuiva rassegnata, sottolineando i lati positivi di tale svolta rigorosamente fascista, il mare inghiottiva un’altra madre, un bambino, un uomo disperato…e barbie sorrideva.
Non è il mare ad uccidere, non è il vento, non sono le onde, eppure il nostro mare è un cimitero senza fine, un cimitero di anime che tentano di salvare se stessi e i loro figli da un destino di miseria, sete, caldo infernale, da un destino che proprio noi, abitanti del Nord di questo mondo abbiamo inflitto loro. E volevano salvarsi proprio venendo qui da noi, a Nord, a lavorare gratis, a essere rinchiusi in un ghetto, in un moderno gulag, va bene, basta che non sia più Africa. Non è un problema del mare, del vento o della terra che si surriscalda, diventa deserto, è un problema nostro che oggi ci sconvolgiamo perchè ad annegare sono in 500, ma ieri erano 50, il giorno prima 10…il mare inghiotte da tanto tempo complice della nostra indifferenza, e certo, anche del compiacimento di molti!

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