The interview with Giovanna Maria Pace Erich Fromm, avere o essere?..
questo è il problema.

L’autore, che si definisce un marxista senza aggettivi, critica l’industrialismo capitalistico e quello burocratico socialista colpevoli d’aver fatto del cittadino un ingordo consumatore di beni materiali. Locarno, in un appartamento di Muralto invaso dalla chiara luce del lago e dal frastuono della sottostante ferrovia, Erich Fromm, massimo esponente del pensiero post-freudiano, trascorre la sua quarta età sfornando un libro dopo l’altro. Settantasettenne, da qualche anno ha lasciato l’insegnamento all’Università del Messico ma non la penna. In Italia ha dato alle stampe Avere o essere?, già esaurito nella prima edizione, mentre sta per completare un nuovo saggio su Freud, maestro adorato ed esecrato a un tempo. Nel saggio, Fromm si propone di separare, nel pensiero del grande Sigmund, quanto c’è di geniale e imperituro da quanto risulta limitato e caduco. Secondo Fromm, il fondatore della psicoanalisi non fu immune dai pregiudizi borghesi della Vienna inizio secolo e dal tabù della famiglia patriarcale e maschilista dalla quale proveniva. Leggi tutto »

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