Quando si prende in mano un libro di quasi seicento pagine si intraprende senz’altro una lunga avventura e si sceglie più o meno consapevolmente di andar e a vivere con qualcuno dei personaggi per un bel po’ di tempo. Quando poi i personaggi sono tanti e hanno nomi anche difficili da ricordare, quando l’autore è in ognuno di questi personaggi nonché in se stesso, allora si inizia a condividere con lui anche le sensazioni, i pensieri, le percezioni. Leggendo “I Racconti della Kolyma” di Varlam Salamov si sente sulla propria pelle il freddo glaciale dei lager sovietici, si sente la fame anche se si è a stomaco pieno, si sente il sapore del pane bianco, delle verdure crude; si materializzano corpi di uomini emaciati e piegati dalla fatica inumana, le macchie sulla loro pelle, le bocche devastate dallo scorbuto, paesaggi irreali e troppo lontani per essere pienamente dipinti nella mente di un lettore del mediterraneo. Salomov racconta la sua devastante e lunga esperienza in un lager sovietico attraverso se stesso e attraverso tutti gli esseri umani che gli sono passati davanti durante la sua detenzione. Racconta di uomini e di donne privati delle loro vite e della loro libertà di pensare e agire perché vittime di un sistema criminale messo in piedi da Stalin, che ha travolto migliaia di sovietici e non solo per decenni, privandoli dei loro affetti e del loro stesso essere senza una ragione. Non per discriminazione razziale vennero istituiti i gulag, non per avere forza lavoro gratuita, o almeno non solo per questo. Leggi tutto »

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Arresti e botte a più non posso, oggi, nella democratica Russia, la Russia dell’amico Putin, durante il gay pride che ha avuto luogo a Mosca. Decine di manifestanti sono stati picchiati ed arrestati, tra di essi anche l’organizzatore della manifestazione Nikolai Alekseev. Leggi tutto »

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