Riappropriarsi della parola ‘eutanasia, tabù per la politica e dimenticata’ anche se ‘vicina al vissuto delle persone’, e chiedere ‘semplicemente il rispetto delle scelte individuali’.

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Questo il senso dello spot-pro Eutanasia creato dall’associazione Exit international, bloccato dall’autorità per le Comunicazioni australiane e ora rilanciato in Italia dall’Associazione Luca Coscioni e dal Partito Radicale.
‘E’ uno spot molto rispettoso e molto dignitoso – dice Marco Cappato, segretario dell’associazione Coscioni – in cui un malato terminale racconta la sua esperienza e chiede al governo che sia rispettata la sua scelta’. Leggi tutto »

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Ancora una volta la Chiesa Cattolica si fa portavoce di messaggi politici: non votare i ladri ma neppure chi sostiene che l’aborto sia un diritto sofferto e non un crudele atto di morte.

Noi che ci schieriamo contro i fondamentalismi, cosa abbiamo di diverso da quelle orde di popoli inconsapevoli e atterrite che vagano nel deserto dell’intelligenza? Noi che abbiamo fatto, nei secoli, della nostra religione la verità, quella superiore, quella imperante contro tutte le altre forme di fede e di pensiero, cosa abbiamo di diverso dai ladri, dagli assassini, dai maniaci violentatori cattolici e fanno della loro veste sacra uno spietato alibi? Cosa hanno di diverso i nostri pretoni ingioiellati e ricoperti di oro dai mullah che lanciano messaggi di odio da talune moschee?L’Italia è un povero paese di Dio che da Dio non conoscerà mai la libertà e l’emancipazione. Nonostante qualche moto di passione umana e sociale, la volontà della massa deviata vincerà sempre su quella dei pochi consapevoli. L’asse tra le destre, le mafie e la chiesa è potente e fa uso spudorato di tragedie umane, quali l’aborto, l’eutanasia e tutto quanto sia legato con i sentimenti più miseri e impotenti dell’essere umano, nonchè su tutte quelle questioni che la politica, volutamente, non risolve.

L’autoritarismo, il ladrocinio, l’omofobia e la misoginia costituisco lo scudo di valori di questo asse indissolubile che nelle cattedrali dorate trova la sua culla. Votate secondo il vostro Dio è il messaggio, che non sia il Dio denaro però, quello lasciatelo a chi di dovere, a chi sa rubare, gestire, amministrare il potere. Voi, popolo pecora, votate secondo Dio.

La chiesa non è questa, questo non è il messaggio cristiano e Gesù ride amaramente alle spalle di Bagnasco. L’unica chiesa che conosco è quella di Cristo e di tutti quei Cristi che camminano scalzi, che dormono in strada, che frugano nei cassonetti dell’immondizia, che si disintegrano sulle mine, quelli che non hanno acqua nè grano, quelli che non hanno mai visto neanche un grammo di tutto l’oro che è alla dita del papa.

La chiesa che conosco, l’unica chiesa, è quella di Don Gallo, fondatore della comunità di San Benedetto al Porto, a Genova. A un suo superiore che lo accusava per l’ennesima volta di comportamenti comunisti, rispose: “Ma Gesù non diceva di aiutare i deboli?”

E il superiore: “Vabè, se la metti su questo piano…”

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