« (…) A partire dal 1945, dopo un dramma atroce, le forze presenti in seno al Consiglio della Resistenza si dedicano ad un’ambiziosa risurrezione. Ricordiamolo, allora fu creata la Previdenza Sociale così come la Resistenza voleva, come previsto nel suo programma: «Un piano completo di Sicurezza sociale, mirante ad assicurare a tutti i cittadini i mezzi di sussistenza, in tutti i casi in cui sono incapaci di procurarseli con il lavoro»; «Una pensione che permetta ai vecchi lavoratori di finire dignitosamente i loro giorni». Le fonti energetiche, l’elettricità e il gas, le miniere di carbone, le grandi banche furono nazionalizzate. Questo preconizzava il programma: «il ritorno alla nazione dei grande mezzi di produzione monopolizzata, frutto del lavoro comune, delle sorgenti di energia, delle ricchezze del sottosuolo, delle compagnie di assicurazione e delle grandi banche»; «L’instaurazione di una vera democrazia economica e sociale che implichi l’esclusione dei grandi feudi economici e finanziari dalla direzione dell’economia». Leggi tutto »

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La madre di Aldro scrive al procuratore capo di Ferrara
“Il pericolo non nasce da chi pesca, trova, una nuova notizia, il pericolo nasce da chi la riesce a far passare, da chi rompe la crosta degli addetti ai lavori, da chi in qualche modo riesce a far veicolare dei messaggi, dei racconti”. Fa sue le parole di Roberto Saviano Patrizia Moretti, per rispondere sul suo blog al procuratore capo di Ferrara Rosario Minna. Leggi tutto »

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Il senato approva il disegno di legge sul processo breve, che ora scappa alla camera per cancellare al più presto le cause che ancora restano al presidente del Consiglio. Vittime collaterali migliaia di procedimenti. Il cavaliere festeggia a suo modo: i giudici? un plotone di esecuzione
A Torino nel processo per la morte dei sette operai della Thyssenkrupp, in un anno, si sono tenute 45 udienze. Sospese, adesso, per la malattia di uno dei giudici popolari: per quanto il tribunale cerchi di andar veloce sono già passati due anni dalla chiusura (a tempo di record, due mesi dopo l’incidente) delle indagini. A Roma ieri pomeriggio il senato ha approvato il disegno di legge sul processo breve. Che non contiene più alcuna eccezione per i delitti conseguenti alle violazioni delle leggi sulla sicurezza del lavoro. Leggi tutto »

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[Storia Recente] ANM SU SOSPENSIONE DEI PROCESSI
Un emendamento presentato al disegno di legge di conversione del decreto-legge in materia di sicurezza propone di introdurre la immediata sospensione di tutti i processi di primo grado in corso per fatti commessi prima del 30 giugno 2002, ad eccezione dei processi di criminalità organizzata e per delitti puniti con pena superiore a dieci anni.
Si tratta di un intervento di cui non si comprendono le finalità e che aggrava la già difficile situazione del processo penale.
Abbiamo il dovere di sottolineare le gravissime disfunzioni che deriverebbero dal generalizzato rinvio di un anno di migliaia di processi, anche per fatti di rilevante gravità. Leggi tutto »

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“Questo e’ l’inizio, non dobbiamo percepire questo successo del diritto e della giustizia come la vittoria finale (…) Il processo Spartacus dopo 11 anni e’ arrivato a chiudersi tra grandi difficolta’, battaglie politiche e tentativi di delegittimare i magistrati e pentiti ma sono reati, quelli condannati, risalenti al 1996, quindi stiamo parlando di un processo su criminalita’ passata, questo e’ il paradosso. Oggi e’ sicuramente una vittoria ma piu’ storica che reale (…) E’ la dimostrazione che il clan esiste. Il collegio difensivo, per ben tre gradi di processo, sosteneva che la camorra in provincia di Caserta non esisteva, che erano soltanto bande criminali, che erano solo faide tra famiglie e che non esisteva imprenditoria criminale”
Roberto Saviano

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Altro che “abbassare i toni”. Fabrizio Cicchitto suona la carica: «A condurre la campagna d’odio contro Silvio Berlusconi è un network composto dal gruppo editoriale Repubblica-L’Espresso, da quel mattinale delle procure che è il Fatto, da una trasmissione di Santoro e da un terrorista mediatico di nome Travaglio, oltre che da alcuni pubblici ministeri che hanno nelle mani alcuni processi, tra i più delicati sul terreno del rapporto mafia-politica e che vanno in tv a demonizzare Berlusconi». Poi Cicchitto ha qualche parola buona anche per Antonio Di Pietro: «È un partito come l’Idv, con il suo leader Di Pietro, che in questi giorni sta evocando la violenza, come se volesse trasformare lo scontro politico in atto in guerra civile fredda, che coinvolge anche settori più giustizialisti del suo partito, caro onorevole Bersani». Dunque, conclude Cicchitto, «la mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio: ognuno si assuma la propria responsabilità. Ci auguriamo che questa aggressione e questo ferimento servano a qualcosa di più e che dal male venga qualcosa di bene». Come? «Da questa situazione si esce solo disinnescando con leggi funzionali quell’uso politico della giustizia, un cancro che ha distrutto la prima Repubblica e sta minando anche la seconda».

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Continuano a definirli “casi isolati”. In Italia, s’intende, perchè fuori dall’Italia ormai la scusa non regge. Negli Stati Uniti, in Irlanda, in tutti i Paesi che hanno istituito commissioni apposite per indagare sugli abusi commessi dagli ecclesiastici, non si può avere la sfrontatezza di parlare di “casi isolati”, ma si può solo scusarsi. Scusarsi con le migliaia di vittime dei religiosi pedofili negli Stati Uniti, in Messico, in Brasile, in Australia, in Africa, in Europa. Scusarsi con le migliaia di vittime di abusi fisici e sessuali perpetrati dagli ecclesiastici negli istituti residenziali e nelle “scuole industriali” irlandesi. Il Rapporto della Commissione Ryan, diffuso nel maggio di quest’anno, raccontava gli orrori e le sevizie cui erano sottoposti i bambini negli istituti gestiti e controllati da ordini religiosi. Maltrattamenti, violenze sessuali, abusi sistematici, e un costante clima di terrore. I superiori non solo sapevano, ma incoraggiavano il “mantenimento della disciplina” con tali mezzi. Leggi tutto »

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