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Ten years ago, on 9 July 2004, the International Court of Justice issued its «Advisory Opinion on the Legal Consequences of the Construction of a Wall in the Occupied Palestinian Territory». The Court found that the construction of the Wall, including in and around East Jerusalem, and its associated regime, to be contrary to international law, and that Israel is under an obligation to cease among other things, construction of the Barrier and to dismantle sections already constructed.

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«May this Tribunal prevent the crime of silence»

…declared Lord Bertrand Russell to define the spirit and the objective of the International War Crimes Tribunal constituted in 1966 to investigate crimes committed in Vietnam and judge them according to international law. Initiated by Lord Russell, Nobel Prize of literature in 1950, and supported by eminent intellectuals such as Jean-Paul Sartre, who chaired the Tribunal, Lelio Basso, Guenther Anders, James Baldwin, Simone de Beauvoir, Lazaro Cardenas, Stokely Carmichael, Isaac Deutscher, Gisèle Halimi, Laurent Schwartz…, this Tribunal was named the Russell Tribunal.

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Israel’s campaign against Palestinian filmmaker Mohamed Bakri’s film Jenin Jenin is part of a twisted logic that demands that Palestinians apologise for Israeli crimes

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The story began in April 2002, when the Israeli Defence Force (IDF) invaded the Palestinian refugee camp in the West Bank town of Jenin, levelled it to the ground, killed more than 70 people and buried civilians alive in their demolished homes and the smoldering buildings.

During Operation Defensive Shield, the Israeli name for the Jenin massacre, the IDF refused to allow journalists, human- rights and humanitarian organisations into the camp. Jenin remained sealed off for days after the invasion. Leggi tutto »

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President Obama has made clear the commitment of the United States to actively pursue peace and security in Israel and the Middle East. The United States strongly supports the goal of two states, Israel and a Palestinian state, living side by side. To support this goal, President Obama has requested additional funding be made available for development within the West Bank and Gaza, which will help to build a solid foundation for a future Palestinian state. International Relief and Development (IRD), a leading development organization specializing in conflict and post-conflict environments, has been awarded nearly $30 million to build new roads and rehabilitate existing roads in and around 16 cities of the West Bank. Leggi tutto »

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Buon anno Italia, buon anno a questo paese marcio che perde acqua, barcolla, si sgretola e affonda ogni anno un poco. Buon anno alle nostre città sommerse dal mare e dai rifiuti, dalle piogge e dai terremoti; ai nostri monumenti storpiati dalla storia e dall’oblio, alle nostre terre avvelenate, vendute, confiscate e poi offerte in dono alle mafie. Buon anno ai democratici, a quelli stile USA, a quelli stile vecchio comunista pentito e romantico, ai partiti inventati, messi a centro, al lato, di fianco, di dietro; a quelli fatti fuori, a quelli che tramano, trattano con le mafie e strizzano l’occhio ai trafficanti, ai dittatori. Buon anno ai criminali, ai malfattori, ai ricchi pancioni, ai loro salvadanai sonanti; buon anno a Pomigliano e ai suoi operai licenziati, cassintegrati. Auguri al nostro Sud sempre più Africa, che continua ad arrangiarsi come può e soprattutto a vendersi come sa. Buon anno a Bersani, Franceschini, Veltroni e a tutti i manichini della nostra storia contemporanea, a tutti quelli pronti ad allearsi, scornarsi, insabbiarsi assieme alla verità e alla giustizia. Buon anno a Nichi Vendola, che comunque vada, come sia, comunque cerchino di tagliarti le gambe e affogarti il cuore, sei stato e sei quello più pulito, più integro che potesse capitarci quaggiù. Auguri a Silvio Berlusconi e non si offenda se non lo amiamo, anzi, non ne tolleriamo neanche la vista, se a lui e alle sue controfigure continueremo a non inchinarci come pure continueremo a non entusiasmarci alle sue promesse, ai suoi proclami, e non proveremo pietà di fronte alla sua miseria umana.  Auguri al duce di un sereno esilio in una galera lontana.

Buon anno alla giustizia, a quelli che la sostengono, a quelli che vanno avanti, che si indignano, che portano alla luce i segreti, i misfatti, i misteri. Buon anno alle mafie e alle loro fantastiche idee, ai loro accordi con la politica, con i poliziotti, con la gente dalla cravatta lucida e le mani grosse. Buon anno alla Palestina perché sarà un altro anno di sangue e sopraffazione e moriranno ancora bambini mentre noi staremo in silenzio. Ma buon anno soprattutto all’Iran e alla sua gente, a quella che manifesta e muore, a quelli che si chiudono in casa impauriti, all’Iran che ancora una volta vuole scegliere da sé e non si ferma davanti al sangue e alla violenza. Buon anno alla rete, a internet, che permette a loro e a noi di dire ancora qualcosa. Buon anno a chi crede di essere il migliore, di avere in pugno il mondo e la coscienza di qualcuno perché non sarà mai quella di tutti.

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Un anno fa l’aviazione militare israeliana diete vita all’operazione detta “piombo fuso”, ossia l’uccisione, il massacro di 1400 civili palestinesi e il ferimento irreversibile di molti altri,la distruzione di case, scuole, moschee e di quei minimi simboli di normalità che rimanevano nella Striscia di Gaza. Un anno fa le immagini di quel massacro ci indignavano, ci angosciavano e provocavano dentro di noi (non di tutti, sia chiaro) un sentimento di profonda ingiustizia e compassione. Oggi, gli abitanti di quella terra martoriata hanno osservato un minuto di silenzio nel ricordo delle vittime di quell’attacco, mentre le emittenti locali e non davano ampio spazio alla propaganda belligerante di Hamas, secondo la quale l’esercito israeliano si era ritirato perchè costretto dai combattenti palestinesi. Sarà anche vero, del resto, Israele non ha ottenuto gran cosa dall’operazione “piombo fuso”, se non un mare di sangue e macerie che resteranno per sempre impuniti. Ci sono crimini che l’umanità non vede come tali, ad esempio la guerra contro i popoli del Sud del mondo, tutti; se un anno fa l’esercito tedesco avesse invaso la Francia, sterminando donne e bambini, distruggendo case con armi micidiali, il mondo intero si sarebbe indignato e i grandi della terra si sarebbero riuniti, impegnati per porre fine alla guerra e punire i colpevoli. Ma questa è un’osservazione vecchia. Su Gaza, sulla Palestina, solo mesi di silenzio, accompagnato da doverosa riverenza verso Israele. Tale riverenza, tale intoccabilità è nauseante e ci allontana sempre di più dai buoni sentimenti di pace e di comprensione. I crimini impuniti, i crimini non riconosciuti fanno annegare l’uomo nell’odio e scavano solchi profondi tra gli esseri umani che trattati, convenzioni, assemblee e pompose colazioni di lavoro non riusciranno mai a colmare.
Dalla parte di Gaza e di tutte le vittime dell’indifferenza.

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