Chi si pronuncia a favore delle riforme legislative, contro la conquista del potere e contro il rovesciamento della società, non sceglie una via più quieta, più sicura e più lenta per raggiungere il medesimo scopo, ma, invece di generare un ordine sociale nuovo, si accontenta di apportare modifiche marginali a quello vecchio.

Rosa Luxemburg

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– La non-violenza è la legge della razza umana ed è infinitamente più grande e più potente della forza bruta.
– Essa non può essere di alcun aiuto a chi non possiede una fede profonda nel Dio dell’Amore.
– La non-violenza offre la più completa difesa del rispetto di se stesso e del senso dell’onore dell’uomo, ma non sempre garantisce la difesa della proprietà della terra e di altri beni mobili, sebbene la sua pratica continua si dimostri anche nella difesa di questi ultimi un baluardo migliore del possesso di uomini armati. La non-violenza, per la sua stessa natura, non è di nessun aiuto nella difesa dei guadagni illegittimi e delle azioni immorali.
– Gli individui e le nazioni che vogliono praticare la non-violenza debbono essere pronti (le nazioni fino all’ultimo uomo) a sacrificare tutto tranne il loro onore. La non-violenza dunque è incompatibile con il possesso di paesi di altri popoli; vedi ad esempio l’imperialismo moderno, il quale deve chiaramente basarsi sulla forza per difendersi. Leggi tutto »

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(…) I sistemi ideologici ed economici succedutisi negli ultimi secoli hanno spesso enfatizzato lo scontro come metodo, poiché contenevano nei propri programmi i germi dell’opposizione e della disunione. Questo ha condizionato profondamente la concezione dell’uomo e i rapporti con gli altri. Alcuni di questi sistemi hanno preteso anche di ridurre la religione alla sfera meramente individuale, spogliandola di ogni influsso o rilevanza sociale. In tal senso, è bene ricordare che uno Stato moderno non può fare dell’ateismo o della religione uno dei propri ordinamenti politici. Lo Stato, lontano da ogni fanatismo o secolarismo estremo, deve promuovere un clima sociale sereno e una legislazione adeguata, che permetta ad ogni persona e ad ogni confessione religiosa di vivere liberamente la propria fede, esprimerla negli ambiti della vita pubblica e poter contare su mezzi e spazi sufficienti per offrire alla vita della Nazione le proprie ricchezze spirituali, morali e civiche. Leggi tutto »

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«Metta fine alla violenza, smetta di uccidere il suo popolo (…) Il vento del cambiamento non smettera’ di soffiare. Le nazioni vogliono il rispetto della loro dignita’, la fine della corruzione, il rispetto dei diritti umani e dicono basta al potere di un solo uomo, alle dinastie, al silenzio imposto ai media e alla mancanza delle liberta’ fondamentali»

Ban Ki Moon – UN Secretary-General

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Romani che esordisce nella sua nuova veste di ministro definendo ‘odiosa’ la puntata di Report sull’affaire Antigua che vede coinvolto il premier. Masi che blocca il programma ‘Vieni via con me’ di Saviano e Fazio a tre settimane dal debutto e che rimanda la resa dei conti con Santoro alla fine dell’iter dell’arbitrato. C’era una volta il servizio pubblico di informazione, oggi esiste quello della pubblica epurazione.

Il ministro dello Sviluppo ha lasciato intravedere quale sarà l’obiettivo del suo mandato: garantire gli interessi Mediaset e l’immagine di Berlusconi. E siamo all’inizio. Il dg Rai invece ha confermato l’Armageddon: vuole e deve portare al padrone d’Arcore la testa di Santoro e lo scalpo delle voci critiche (Fazio e Saviano). E siamo alla fine, forse. Perché tra la vecchia e la nuova bastonatura del dissenso, la verità è semplice: sullo stesso Masi è piovuta addosso la rabbia di un premier che non lo considera all’altezza della mission censoria a cui è stato preposto. Dunque Masi cerca di portare a casa il risultato prima che sia troppo tardi e che il sire d’Arcore decida una sostituzione, compiendo l’epurazione dell’epuratore. Leggi tutto »

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Per un voto onesto servirebbe l’Onu

“LA DISPERAZIONE più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile. E questa disperazione avvolge il mio paese da molto tempo”. È una riflessione che Corrado Alvaro, scrittore calabrese di San Luca, scrisse alla fine della sua vita. E io non ho paura a dirlo: è necessario che il nostro Paese chieda un aiuto. Lo dico e non temo che mi si punti il dito contro, per un’affermazione del genere. Chi pensa che questa sia un’esagerazione, sappia che l’Italia è un paese sotto assedio. In Calabria su 50 consiglieri regionali 35 sono stati inquisiti o condannati. E tutto accade nella più totale accondiscendenza. Nel silenzio. Quale altro paese lo ammetterebbe? Leggi tutto »

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Da secoli l’idea d’Italia suscita nell’animo degli europei un’emozione particolare. Come se l’universo di questa penisola fosse formato di una materia diversa – i paesaggi, le città, i villaggi immersi in una specie di luce mitica, il cui segreto restava inaccessibile. I viaggiatori del Grand Tour (ndt.: specie nel 1800) non smettevano di descriverne il fascino. Gli scrittori hanno tentato spesso di accostarsi al suo mistero. Stendhal vi provava una continua emozione, fino al malessere, condiviso da molti altri visitatori messi di fronte alla sovrabbondanza dell’arte. Leggi tutto »

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Lo chiamavano Brenda, era un uomo, una donna, era bella di quella bellezza tremenda e diabolica, quella da evitare nonostante piaccia a tanti, anche agli insospettabili. Era venuta da lontano come tanti uomini e donne che cercano qualcosa di meglio e cercano di cambiare sorte, cambiare corpo per poi venderlo come se questo fosse l’unico ruolo sociale concesso a chi è metà donna, metà uomo, a chi era uomo e ha deciso di diventare donna. Non li trovi in banca quelli come Brenda, non li trovi dietro una scrivania, alla cassa di un supermercato, li incontri di notte, nelle strade più tristi, buie, circondati da burattinai del sesso e del denaro. Eppure a Brenda capitò di diventare famosa, di apparire in televisione, di parlare alle telecamere e quella fu forse la sua fine. Le capitò di praticare il vizio e di assecondare quelli di uomini noti, di quegli uomini di gesso con le automobili lucide e il denaro facile, le capitò di vivere in un sottoscala che qualcuno oggi chiama appartamento, le capitò di morire e presto le capiterà di essere dimenticata come tutti quelli che passano, che se ne vanno. Ma la sua sarà sempre la fine sospetta di una vita sospetta, la morte oscura di un essere umano deviato, drogato, di uno che si vendeva, che faceva cose tremende con uomini tremendi. Ma cos’altro avrebbe potuto fare Brenda in Italia, a Roma, cos’altro avrebbe potuto essere in questo paese se non il gioco vizioso, il gioco proibito che il denaro può comprare. E quale altra fine avrebbe meritato Brenda, se non il silenzio? Brenda era giovane, molto giovane, aveva pensieri, speranze, aspettative che sono finite lì, sotto il fumo e la fuliggine di un improbabile suicidio. Lo chiamavano Brenda e dopo di lui non ci sarà nulla di più pulito, di più casto; la merda di cui non ha potuto parlare continuerà a travolgerci e noi non ne sapremo nulla, perché non riguarda nessuno, perché seppure ci riguardasse, sarebbe troppo difficile da capire. Il destino è stato puntuale con Brenda, non ha lasciato spazio al caso, al caos e le ha chiuso la bocca e gli occhi grandi al momento giusto. Rose bianche per te Brenda, bianche perché in tutta questa storia, eri senz’altro l’anima più pura.

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