Non che ci aspettassimo l’affondamento del berlusconismo dalle ultime elezioni, non che fossimo speranzosi in una presa di coscienza degli elettori, ma sentivamo nell’aria un timido profumo di cambiamento che non trovava certo espressione in politici di sinistra polemicanti e balbettanti, ma in un doloroso fermento sociale, umano, nella rabbia del popolo delle non barche, delle non vacanze, del no shopping. E invece, per chi ancora non se ne fosse reso conto, Berlusconi e non solo, la destra, l’autoritarismo, il malaffare vincono ancora; c’è chi ne fa una questione di calcoli matematici: Udc meno Grillo più Rifondazione diviso per Vendola e cose di questo tipo, come se i numeri attutissero un’ennesima sconfitta. I dibattiti televisivi, una volta ritornati in onda, sono diventati insostenibili, ora sono tutti tranquilli, nessuno ha più niente da vincere, bisogna fare le riforme, tutti insieme, con passione, facendosi dare preziosi suggerimenti da Carla Bruni, magari. I Tg sono il trailer di un film dell’orrore: cadaveri nel lago, gole sgozzate, pensionati bruciati vivi. Nessuno fa cenno all’Italia reale, a quella grossa fetta di paese sull’orlo della povertà, nessuno si interroga sul perché un italiano su tre non ha votato e il tema del momento è il presidenzialismo alla francese! E’un paese divertente il nostro e sembra che gli stranieri vengano a vedere come siamo fatti, come pensiamo, come riusciamo a fare certe cose assurde, come, per esempio, farci governare dalla mafia. Leggi tutto »

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