Intervista a Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della Procura distrettuale antimafia di Palermo.

Un magistrato da sempre in prima linea nella lotta alla mafia, “senza calcoli”, rischiando in prima persona senza mai cedere al compromesso, come gli ha insegnato il suo “maestro”, Paolo Borsellino.

Un uomo che ama parlar chiaro e che non conosce il politichese: nettamente contrario alla legge sulle intercettazioni e alla riforma della giustizia proposta dal governo Berlusconi, definita “l’anticamera del regime”. Avrebbe voluto rappresentare queste idee al Csm, ma (si sa) anche gli altri magistrati non amano le “prime donne”. Leggi tutto »

Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

Non che ci aspettassimo l’affondamento del berlusconismo dalle ultime elezioni, non che fossimo speranzosi in una presa di coscienza degli elettori, ma sentivamo nell’aria un timido profumo di cambiamento che non trovava certo espressione in politici di sinistra polemicanti e balbettanti, ma in un doloroso fermento sociale, umano, nella rabbia del popolo delle non barche, delle non vacanze, del no shopping. E invece, per chi ancora non se ne fosse reso conto, Berlusconi e non solo, la destra, l’autoritarismo, il malaffare vincono ancora; c’è chi ne fa una questione di calcoli matematici: Udc meno Grillo più Rifondazione diviso per Vendola e cose di questo tipo, come se i numeri attutissero un’ennesima sconfitta. I dibattiti televisivi, una volta ritornati in onda, sono diventati insostenibili, ora sono tutti tranquilli, nessuno ha più niente da vincere, bisogna fare le riforme, tutti insieme, con passione, facendosi dare preziosi suggerimenti da Carla Bruni, magari. I Tg sono il trailer di un film dell’orrore: cadaveri nel lago, gole sgozzate, pensionati bruciati vivi. Nessuno fa cenno all’Italia reale, a quella grossa fetta di paese sull’orlo della povertà, nessuno si interroga sul perché un italiano su tre non ha votato e il tema del momento è il presidenzialismo alla francese! E’un paese divertente il nostro e sembra che gli stranieri vengano a vedere come siamo fatti, come pensiamo, come riusciamo a fare certe cose assurde, come, per esempio, farci governare dalla mafia. Leggi tutto »

Tags: , , , , , , ,

You need to install or upgrade Flash Player to view this content, install or upgrade by clicking here.

Tags: , , , ,

Forse dovremmo chiedere aiuto ad Amnesty, all’Europa, agli americani, per liberarci di lui e di tutto quel meccanismo mafioso e perverso che ha portato al potere. Dovremmo chiedere aiuto perché tutto quello che Silvio Berlusconi decide, inventa, tocca, sposta si ripercuote irrimediabilmente sulle nostre piccole vite e le mortifica, mentre esalta i criminali, da loro coraggio, denaro. Berlusconi e il suo governo del fare non fanno solo quello che gli pare, come molti hanno finalmente asserito in questi giorni, fanno quel che è contro l’Italia, come se non vivessero nel nostro stesso paese, come se fossero una forza straniera occupante, remano contro, fanno per poi distruggere. Berlusconi è un fascista e non è retorica, i suoi collaboratori sono picchiatori fascisti e non è retorica, i suoi seguaci sono ignoranti fascisti ed è solo la storia che si ripete. E proprio perché la storia si ripete, forse dovremmo chiedere aiuto perché non siamo capaci di liberarci di lui in modo democratico, perché una democrazia probabilmente non l’abbiamo oggi e non l’abbiamo mai avuta. “Nemmeno nello Zimbabwe” sembra aver risposto il direttore generale della Rai, Mauro Masi, alle pressioni del Presidente del Consiglio, nemmeno nello Zimbabwe si assiste inerti a tanto senza alcuna reazione da parte dell’opinione pubblica. Non avevamo certo bisogno delle intercettazioni per capire, bastava guardare il Tg1, ascoltare un editoriale di Minzolini per capire tutto quanto sta venendo chiaramente alla luce in queste ore, ma noi continuiamo a rimanere inerti come inerti rimanemmo qualche decennio fa, quando il fascismo entrò nelle nostre case e nelle nostre vite facendoci credere che fosse il migliore dei mondi possibili. Allora chinammo la testa e seguimmo il duce fino alla sua isteria come stiamo facendo oggi, come pecore; la differenza è che oggi siamo pecore informate, istruite, indottrinate ma consapevoli. L’Italia è un paese che ama commemorare i martiri, talvolta anche inventarne di nuovi, è un paese che si risveglia solo davanti al sangue e alla morte, naturalmente con dovuto ritardo. Dobbiamo attendere nuovi martiri della Repubblica per svegliarci, per dire no, per scaraventare la televisione fuori da casa, per gridargli che è un farabutto, un mafioso, un corrotto? Non v’è dubbio che nello Zimbabwe e in tanti altri paesi del Sud e dell’Est del mondo non se la passino tanto bene quanto a libertà e democrazia, certo è invece che in certi paesi prima che alla libertà e all’informazione la gente è costretta a pensare alla fame e alla sete. Noi che non abbiamo per niente fame, almeno non ancora, noi che non abbiamo sete e ci basta un click per avere l’informazione che ci serve, per liberarci da principi danzanti e ululanti, come mai stiamo qui incantati ad aspettare che qualcun altro agisca per noi? Sembra che i magistrati siano propri dei vecchi comunisti incalliti, può anche darsi, ma forse saranno proprio loro a salvare questo paese.

Tags: , , , , , ,

La Guardia di finanza intercetta il premier mentre chiede a Innocenzi (Agcom) sanzioni contro Santoro. Nell’inchiesta Minzolini e Masi.
Silvio Berlusconi voleva “chiudere” Annozero. Un membro dell’Agcom – dopo aver parlato con il premier – sollecitava esposti contro Michele Santoro. Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini – al telefono con il capo del governo – annunciava d’aver preparato speciali da mandare in onda sui giudici politicizzati. E le loro telefonate sono finite in un fascicolo esplosivo. Berlusconi, Minzolini e il commissario dell’Agcom Giancarlo Innocenzi: sono stati intercettati per settimane dalla Guardia di Finanza di Bari, mentre discutevano della tv pubblica delle sue trasmissioni. E nel procedimento aperto dalla procura di Trani – per quanto risulta a Il Fatto Quotidiano – risulterebbero ora indagati. Lo scenario da “mani sulla Rai” vien fuori da un’inchiesta partita da lontano. Leggi tutto »

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,

Tutto quello che sta accadendo ci porta a pensare che Berlusconi è il male minore dell’Italia o forse solo il frutto di un meccanismo contorto e corrotto che è sempre stato nel nostro sistema sociale per la banale ragione che l’Italia non è una repubblica fondata sul lavoro ma sulle mafie, e forse non è nemmeno una repubblica, bensì una monarchia mancata. Non ci si stupisce più di niente, senatori a braccetto con malavitosi (dov’è la novità?), emergenze e tragedie che diventano motivo di guadagni illimitati a scapito della gente comune, che tra l’altro continua a crederci in questo sistema e ad accontentarsi della briciole, del necessario; aziende che licenziano dipendenti oppure concedono loro stipendi irrisori, mentre fanno affari con le mafie e fanno girare denaro sporco di sangue. Il senatore del Pdl, Di Girolamo, potrebbe essere arrestato, titolano i giornali, ma non accadrà, state tranquilli, continuerà il suo lavoro di politico corrotto e il suo partito continuerà a nutrirsi del malaffare che tanto bene si addice alla mentalità italiana. Mentalità che tende a giustificare il ladro, il colpevole, chi sbaglia, di compra e chi vende voti e molto altro ancora; mentalità che parla di singoli comportamenti sbagliati, errori banali, mele marce, nonché strumentalizzazioni politiche o giudiziarie. Leggi tutto »

Tags: , , , ,

Cartoon Messicano Satirico Dedicato Al Cavaliere

You need to install or upgrade Flash Player to view this content, install or upgrade by clicking here.
/div>

Tags: , , ,

Il lavoro sporco dell’Italia lo fa la Libia, il lavoro sporco di Berlusconi lo fa Gheddafi. Non arrivano più a Lampedusa i migranti bloccati dall’accordo Roma-Tripoli e non rimangono in Libia. Muoiono nel deserto, stremati, abbandonati alla sabbia lungo il confine tra Libia e Niger, chilometri di terra di nessuno, terra di Pilato, mentre l’Italia canta vittoria e si vanta dell’amicizia con Gheddafi. Questo video, girato con un cellulare da un commerciante che ha percorso quelle rotte di morte, non ha bisogno di ulteriori commenti, deve solo essere diffuso perchè la gente capisca qual’è la politica dell’Italia, perchè la gente si renda conto che non è una questione di razzismo, che non basta inviare un euro ad Haiti per sentirsi meglio. Bisogna prima agire nel proprio paese, mobilitarsi perchè mutino le politiche e cessi la cultura del disprezzo per la vita.

You need to install or upgrade Flash Player to view this content, install or upgrade by clicking here.

Tags: , , , , ,


Pagina 2 di 912345...»