Oggi non è il caso di scrivere parole distaccate o di dar luogo a un’alnalisi oggettiva, calma e non violenta degli eventi. Stasera Silvio Berlusconi occuperà ancora una volta la televisione pubblica per autoproclamarsi, autocelebrarsi come miglior presidente degli ultimi 150 anni, come un un buon padre di famiglia, un fedele marito e forse anche un cristiano devoto. Non basta aver annullato un’altra trasmissione Rai, che magari avrebbe potuto dire qualche parola di troppo contro il duce, o forse nessuna, dato che il conduttore di Ballarò non è affatto un rivoluzionario, Berlusconi ha deciso di occupare ancora una volta, con la propria persona, il salotto candido di Bruno Vespa, lui, lui solo con un paio di giornalisti che gli porrano domande studiate, domande inutili. Leggi tutto »

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Martedì 15 settembre la trasmissione di approfondimento politico Ballarò, condotta da Giovanni Floris, non andrà in onda per lasciare spazio a Porta a Porta, trasmissione di Bruno Vespa che tratterà la consegna delle case prefabbricate ai terremotati d’Abruzzo. Decisione dei vertici Rai naturalmente! La faccenda ha dato luogo alle solite polemiche italiane, quelle sterili e inutili che poco hanno di costruttivo e che sono destinate a spegnersi nel giro di qualche ora perchè è nell’interesse di tutti i protagonisti tenere la testa bassa e incassare l’ennesimo colpo senza agitarsi troppo. In un paese normale, un evento come la consegna delle case prefabbricate a migliaia di persone che da diversi mesi vivono nelle tendopoli perchè vittime, non solo del terremoto, ma soprattutto dell’incuria, della scelleratezza e del malsistema italiano, non avrebbe avuto un eco pubblicitaria tale da doverci fare una prima serata televisiva a scapito, tra l’altro, di un programma d’approfondimento politico che avrebbe potuto trattare temi magari più importanti. Leggi tutto »

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Esploso in questi mesi come una battaglia di verità, davanti alle contraddizioni e alle bugie del premier, lo scandalo Berlusconi diventa oggi un problema di libertà, come sottolineano tutti i grandi quotidiani europei, evidenziando ancor più il conformismo silente dei giornali italiani. Prima la denuncia giudiziaria delle 10 domande di «Repubblica», un caso unico al mondo: un leader che cita in giudizio le domande che gli vengono rivolte, per farle bloccare e cancellare, visto che non può rispondere. Poi l’intimidazione alla stampa europea, perché non si occupi dello scandalo. Quindi il tentativo di impedire la citazione in Italia degli articoli dei giornali stranieri, in modo che il nostro Paese resti all’oscuro di tutto. Ecco cosa sta avvenendo nei confronti della libertà di informazione nel nostro Paese. Leggi tutto »

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Vi parlerò della droga! La droga! I drograti! Se usi la droga sei un drogato!
Due dati: secondo il ministero della Giustizia, fino alla fine del 2008 in galera c’erano 58.127 detenuti. Adesso ce ne sono 63.771. Sono aumentati di circa 5500 unità, l’unica cosa che aumenta in Italia sono i detenuti.
L’indulto ceppalonico ne aveva liberati ventimila, che sono rientrati quasi tutti. Ma l’indulto, lo sapete meglio di me, è servito non per togliere dalle carceri dei delinquenti ma per tenere quelli veri fuori.
Il discorso è malposto, molto malposto: qui parlano di costruire nuove carceri, ma se Zanna Bianca Maroni dice che la criminalità sta diminuendo che senso ha fare delle carceri nuove, se ci saranno meno criminali fra un po’? Il senso qual è? Vogliono fare anche quelle private, le carceri private! Tronchetti si fa il suo carcere, Ligresti si fa il suo carcere, Colaninno si fa il suo carcere, invece di affidare questa gente ai servizi sociali. La piccola criminalità, anche quella finanziaria, va punita coi servizi sociali. A me non interessa che lo psiconano vada in galera, cosa mi interessa? Lo psiconano deve essere affidato ai servizi sociali, deve spazzare le strade e deve vivere in un bilocale. Quando passi in macchina che vedi Berlusconi che pulisce… che meraviglia, questa è la vera democrazia! Leggi tutto »

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Adesso c’è la prova documentale. Davvero, secondo la procura di Palermo, Silvio Berlusconi era in contatto con i vertici di Cosa Nostra anche dopo la sua “discesa in campo”, come era stato già stato raccontato da molti collaboratori di giustizia.

I corleonesi di Bernardo Provenzano, infatti, scrivevano al premier per minacciarlo, blandirlo, chiedere il suo appoggio e offrirgli il loro. Lo si può leggere, qui, nero su bianco, in questa lettera da tre giorni depositata a Palermo gli atti del processo d’appello per riciclaggio contro Massimo Ciancimino, uno dei figli di don Vito, l’ex sindaco mafioso di Palermo, morto nel 2002.

Una lettera che “L’Espresso” online pubblica in esclusiva. Si tratta della seconda parte di una missiva (quella iniziale sembra essere stata stracciata e comunque è andata per il momento smarrita) in cui in corsivo sono state scritte le seguenti frasi: “… posizione politica intendo portare il mio contributo (che non sarà di poco) perché questo triste evento non ne abbia a verificarsi.Sono convinto che questo evento onorevole Berlusconi vorrà mettere a disposizione le sue reti televisive”.

Chi abbia vergato quelle parole, lo stabilirà una perizia calligrafica. Ai periti verrà infatti dato il compito di confrontare la lettera con altri scritti di uomini legati a Provenzano. I primi esami hanno comunque già permesso di escludere che gli autori siano don Vito, o suo figlio Massimo, che dopo una condanna in primo grado a cinque anni e tre mesi, collabora con la magistratura. Leggi tutto »

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Il paese del contrario, questa è sempre stata l’Italia e questa si riconferma in occasione di ogni evento, di ogni ingiustizia e soprattutto di ogni tragedia, penso alle stragi di essere umani rimaste impunite, alle non condanne ai poliziotti assassini; penso alle escort che fanno compagnia al premier, penso al Presidente della Repubblica che esprime per Berlusconi la sua ammirazione, dimentico delle accuse che pesano su di lui, degli scandali; penso al parlamento pieno di indagati e condannati; penso alle veline ministro e ai giovani, brillanti plurilaureati nei call center (se va bene). Il paese del contrario si rivela soprattutto nell’agire dei nostri politici, coloro che, nostro malgrado, condizionano le nostre esistenze e ci rendono sempre più schiavi di un potere illeggittimo, illeggittimo perchè il voto non è un’investitura divina che permette di tenere il potere a vita e di abusarne per favorire i propri interessi e quelli degli amici/amiche. Che il Partito Democratico fosse una specie di castello di sabbia era cosa nota ai più acuti, certo, tante belle parole, qualche bella persona, brillanti intenzioni ma un vuoto incolmabile nel programma, nelle idee dei singoli, nei modi di agire delle vecchie e delle nuove guardie; ma il fatto che un comico sia riuscito a mettere in rilievo gli aspetti più ridicoli del partito e dei personaggi che in esso gravitano è davvero divertente. Quella di Beppe Grillo è forse una provocazione, forse un modo per far parlare di sè o forse l’intenzione concreta di scendere in campo e provare a dare il proprio contributo; Leggi tutto »

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Matteo Salvini, parlamentare europero nonchè capogruppo della Lega Nord al comune di Milano, è stato sorpreso ad intonare uno dei cori tipici dei militanti leghisti, che recita come segue: “Senti che puzza, scappano anche i cani. Sono arrivati i napoletani…Son colerosi e terremotati… Con il sapone non si sono mai lavati…”. La cantilena continua mentre tutti intorno brindano festosi. Per chi avesse breve memoria, Salvini è lo stesso che qualche tempo fa propose vagoni metro separati per gli extracomunitari, se per extracomunitari intendesse semplicemente non padani, non milanesi non è ancora chiaro.
Non è tanto l’ingiuria che stupisce, il coro da stadio o la goliardia razzista che da sempre caratterizza i militanti leghisti, quanto piuttosto il fatto che un parlamentare europeo non riesca minimamente a celare i propri barbari, bassi, meschini istinti, anche solo per mantenere un contegno di facciata. Leggi tutto »

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Chissà cosa avrà risposto il leader cinese Hu Jintao al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, quando, ricevendolo al Quirinale ha sollevato la questione dei diritti umani in Cina, proprio oggi che la manifestazione di centinaia di musulmani cinesi viene repressa nel sangue. Nel frattempo il segretario della Cei, monsignor Mariano Crociata dice: “Assistiamo ad un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo e allo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la parola lussuria salvo poi, alla prima occasione, servirsi del richiamo alla moralità, prima tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi, di tipo politico, economico…”
A chi mai si starà riferendo il monsignor Crociata? Leggi tutto »

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