« (…) A partire dal 1945, dopo un dramma atroce, le forze presenti in seno al Consiglio della Resistenza si dedicano ad un’ambiziosa risurrezione. Ricordiamolo, allora fu creata la Previdenza Sociale così come la Resistenza voleva, come previsto nel suo programma: «Un piano completo di Sicurezza sociale, mirante ad assicurare a tutti i cittadini i mezzi di sussistenza, in tutti i casi in cui sono incapaci di procurarseli con il lavoro»; «Una pensione che permetta ai vecchi lavoratori di finire dignitosamente i loro giorni». Le fonti energetiche, l’elettricità e il gas, le miniere di carbone, le grandi banche furono nazionalizzate. Questo preconizzava il programma: «il ritorno alla nazione dei grande mezzi di produzione monopolizzata, frutto del lavoro comune, delle sorgenti di energia, delle ricchezze del sottosuolo, delle compagnie di assicurazione e delle grandi banche»; «L’instaurazione di una vera democrazia economica e sociale che implichi l’esclusione dei grandi feudi economici e finanziari dalla direzione dell’economia». Leggi tutto »

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Chi si pronuncia a favore delle riforme legislative, contro la conquista del potere e contro il rovesciamento della società, non sceglie una via più quieta, più sicura e più lenta per raggiungere il medesimo scopo, ma, invece di generare un ordine sociale nuovo, si accontenta di apportare modifiche marginali a quello vecchio.

Rosa Luxemburg

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«La cultura assume forme diverse nel tempo e nello spazio. La diversità si rivela attraverso gli aspetti originali e le diverse identità presenti nei gruppi e nelle società che compongono l’Umanità. Fonte di scambi, d’innovazione e di creatività, la diversità culturale è, per il genere umano, necessaria quanto la biodiversità per qualsiasi forma di vita. In tal senso, essa costituisce il patrimonio comune dell’Umanità e deve essere riconosciuta e affermata a beneficio delle generazioni presenti e future.»

Dichiarazione universale dell’unesco sulla diversità culturale

«…considerando che la cultura assume forme diverse nel tempo e nello spazio e che questa diversità è riflessa nell’originalità e nella pluralità delle identità, così come nelle espressioni culturali delle società e dei popoli umani,

riconoscendo l’importanza del sapere tradizionale quale fonte di ricchezza immateriale e materiale e, segnatamente, dei sistemi di conoscenza dei popoli indigeni, il loro contributo positivo a favore di uno sviluppo sostenibile nonché la necessità di garantire loro protezione e promozione in modo adeguato,

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(…) I sistemi ideologici ed economici succedutisi negli ultimi secoli hanno spesso enfatizzato lo scontro come metodo, poiché contenevano nei propri programmi i germi dell’opposizione e della disunione. Questo ha condizionato profondamente la concezione dell’uomo e i rapporti con gli altri. Alcuni di questi sistemi hanno preteso anche di ridurre la religione alla sfera meramente individuale, spogliandola di ogni influsso o rilevanza sociale. In tal senso, è bene ricordare che uno Stato moderno non può fare dell’ateismo o della religione uno dei propri ordinamenti politici. Lo Stato, lontano da ogni fanatismo o secolarismo estremo, deve promuovere un clima sociale sereno e una legislazione adeguata, che permetta ad ogni persona e ad ogni confessione religiosa di vivere liberamente la propria fede, esprimerla negli ambiti della vita pubblica e poter contare su mezzi e spazi sufficienti per offrire alla vita della Nazione le proprie ricchezze spirituali, morali e civiche. Leggi tutto »

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Ecco uno stralcio del suo DELIRIO:
“Solo noi possiamo portare questo paese fuori dalla crisi…penso che la vocazione maggioritaria sia il PD, senza la vocazione maggioritaria non è il PD, è un’altra cosa è una scelta politica che mette in discussione la ragione per la quale abbiamo superato due partiti e ne abbiamo fatto uno, e più grande, e a quel 42% che noi dobbiamo puntare. Andare a parlare con loro non pensando che siano uomini politici del parlamento, questa idea che noi abbiamo che la gente si sposta elettoralmente sulla base dell’appartenenza è un’idea sbagliata, la società è libera, fluida, è mobile. La grandezza, spero, di quello che stiamo facendo è l’idea di fare un movimento che raccolga esattamente lo spirito del PD originario… Leggi tutto »

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Se ci avessero detto che sarebbe stata la celtica e pagana Lega a consegnare l’Italia al Vaticano, non ci avremmo mai creduto. E se ci avessero detto che la Chiesa della Caritas e dei padri comboniani avrebbe applaudito il partito della caccia all’extracomunitario, nemmeno a questo avremmo mai creduto. A dimostrazione della nostra sconfinata ingenuità.

Ma se per Enrico IV Parigi valeva bene una messa, per i cardinali Bertone e Bagnasco un embrione val bene un vu cumprà, alla faccia degli ultimi che diventeranno i primi sì, ma a essere espulsi con foglio di via. Non è facile ingoiarlo, ma una volta accettato questo principio, ci è infine chiaro perché per la curia romana votare a sinistra è più grave che molestare un minore. Leggi tutto »

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Per un voto onesto servirebbe l’Onu

“LA DISPERAZIONE più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile. E questa disperazione avvolge il mio paese da molto tempo”. È una riflessione che Corrado Alvaro, scrittore calabrese di San Luca, scrisse alla fine della sua vita. E io non ho paura a dirlo: è necessario che il nostro Paese chieda un aiuto. Lo dico e non temo che mi si punti il dito contro, per un’affermazione del genere. Chi pensa che questa sia un’esagerazione, sappia che l’Italia è un paese sotto assedio. In Calabria su 50 consiglieri regionali 35 sono stati inquisiti o condannati. E tutto accade nella più totale accondiscendenza. Nel silenzio. Quale altro paese lo ammetterebbe? Leggi tutto »

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Da secoli l’idea d’Italia suscita nell’animo degli europei un’emozione particolare. Come se l’universo di questa penisola fosse formato di una materia diversa – i paesaggi, le città, i villaggi immersi in una specie di luce mitica, il cui segreto restava inaccessibile. I viaggiatori del Grand Tour (ndt.: specie nel 1800) non smettevano di descriverne il fascino. Gli scrittori hanno tentato spesso di accostarsi al suo mistero. Stendhal vi provava una continua emozione, fino al malessere, condiviso da molti altri visitatori messi di fronte alla sovrabbondanza dell’arte. Leggi tutto »

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